domenica 18 gennaio 2009

New...song...





So, so you think you can tell Heaven from Hell,

blue skies from pain.

Can you tell a green field from a cold steel rail?

A smile from a veil?

Do you think you can tell?

And did they get you trade your heroes for ghosts?

Hot ashes for trees? Hot air for a cool breeze?

Cold comfort for change? And did you exchange

a walk on part in the war for a lead role in a cage?

How I wish, how I wish you were here.

We're just two lost souls swimming in a fish bowl,

year after year,

running over the same old ground.

What have we found?

The same old fears, wish you were here.










domenica 14 dicembre 2008




"Suonavano la sonata a Kreutzer di Beethoven, - egli continuò. - Conoscete il primo "presto"? Lo conoscete? Uh! Uh! E' una cosa terribile quella sonata. E appunto quella parte. E la musica in genere è una cosa terribile! Che cosa fa? E come mai fa quello che fa? Dicono che la musica agisca in modo da elevare l'anima: sono sciocchezze, non è vero. Agisce, agisce terribilmente, parlo di me stesso, ma niente affatto in modo da elevare l'anima; non agisce in modo né da elevare, né da abbassare l'anima, ma in modo da eccitare l'anima. Come dirvi? La musica mi costringe a dimenticarmi di me, della mia vera situazione, mi trasporta in una situazione nuova, e che non è la mia sotto l'influsso della musica mi pare di sentire quello che in realtà non provo, di capire quello che non capisco, di potere quello che non posso. Io lo spiego dicendo che la musica ha la stessa azione dello sbadiglio, del riso: non ho sonno, ma sbadiglio, guardando della gente che sbadiglia; non c'è ragione di ridere, ma rido, sentendo della gente che ride. Essa, la musica, mi trasporta d'un colpo, immediatamente, nello stato d'animo in cui si trovava colui che ha scritto la musica. Mi fondo spiritualmente con lui e insieme a lui passo da uno stato d'animo all'altro. Ma perché lo faccio, non so.
Perché colui che ha scritto, per esempio, la sonata a Kreutzer, Beethoven, lo sapeva bene come mai si trovava in quello stato d'animo: quello stato d'animo l'aveva indotto a determinate azioni, e perciò quello stato d'animo per lui aveva un senso, per me invece non ne ha nessuno. Ed è perciò che la musica eccita soltanto, non conclude. Magari suonano una marcia marziale, i soldati passano al suono di questa marcia, e la musica ha raggiunto il suo scopo; hanno suonato un'aria di danza, io ho ballato, e la musica ha raggiunto il suo scopo; magari hanno cantato una messa, io mi sono comunicato, e anche stavolta la musica ha raggiunto il suo scopo; se no non c'è che l'irritazione, e quello che bisogna fare in questa irritazione non c'è. Ed è per questo che la musica a volte ha un'azione così terribile, così orrenda. In Cina la musica è un affare di Stato. E così deve essere. Si può forse ammettere che chiunque vuole ipnotizzi un'altra o molte persone e poi ne faccia quello che vuole? E, soprattutto, che questo ipnotizzatore sia la prima persona immorale che càpita? ...
Su di me, almeno, questo pezzo ebbe un'azione tremenda: fu come se mi si scoprissero dei sentimenti che mi sembravano nuovi, delle nuove possibilità che fino allora non conoscevo. "Sì, ecco com'è, tutto diverso da come pensavo e vivevo prima, ecco invece com'è", era come se dicesse una voce nell'animo mio. Che cosa fossero queste novità che avevo imparato a conoscere, non potevo rendermene conto, ma la coscienza di questo nuovo stato era molto gioiosa. Tutte quelle persone, e nel loro novero anche mia moglie e lui, mi apparvero in una luce interamente diversa. Dopo questo "presto" essi suonarono ancora il bellissimo, ma usuale e non nuovo "andante" con le sue volgari variazioni e il debolissimo "finale". Poi suonarono ancora, a richiesta degli invitati, sia un'elegia di Ernst, sia varie altre cosette ancora; tutto questo era bello, ma tutto questo non suscitò in me neppure la centesima parte dell'impressione che m'aveva suscitato il primo pezzo. Tutto questo avveniva ormai sullo sfondo dell'impressione che aveva suscitato quel primo pezzo. Fui disinvolto e allegro tutta la sera. E mia moglie non l'avevo mai vista come era quella sera."

lunedì 17 novembre 2008





Una diversa visione del Picasso comunemente visto e studiato, creata soprattutto da schizzi e disegni, è quella in mostra a Palermo dal 6 ottobre 2008 fino all'8 marzo 2009 (indicativa la data di chiusura della mostra, in omaggio alle donne, che egli ha amato tanto celebrare e ritrarre nel corso della sua carriera.), che ho avuto modo di visitare lo scorso 7 novembre.
Le 66 opere portate in Sicilia, molte delle quali esposte al pubblico per la prima volta, sono collocate nella sala Duca di Montalto di Palazzo dei Normanni; la mostra è realizzata dal gruppo Wurth, che di recente si è occupato anche dei lavori di ristrutturazione della Cappella Palatina e che detiene molti dei quadri esposti, mentre i rimanenti provengono da collezioni private.
Beh...ci sarebbe molto di più da dire in effetti. Però potrei rovinare la sorpresa della mostra. Occorre prima vederla; io non mi aspettavo nulla di tutto ciò che in realtà ho visto, sia in positivo che in negativo...
Provare per credere!












domenica 16 novembre 2008

Rosso tramonto
sopra azzurro mare.
Che sensi di mestizia accendi in core!
In quest'ora di sogno
è dolce amare,
natura invita
e l'onda canta: amore!
Neli Maltese

venerdì 14 novembre 2008

Quo vadis, baby?



BelloBelloBelloBelloBelloBelloBelloBello...

Uno dei film più belli visti fino ad ora...

Firmato Gabriele Salvatores...

mercoledì 12 novembre 2008

Revanche!



Una nuova era, un nuovo protagonista.

Fiero di essere "abbronzato"...(dato che sicuramente ne sa più di "LUI".)

martedì 4 novembre 2008

"C'est une révolte?" "Non, Sire, c'est une révolution!"






Anche nella "sezione classica annessa al Liceo scientifico Stanislao Cannizzaro" accade qualcosa ogni tanto!
E fu così che, magicamente, 15 ragazzi riuscirono ad organizzare una fantastica autogestione, segnando una nuova pagina della storia di questo tanto chiacchierato liceo.
Purtroppo non ho tutto lo spazio necessario per tutte le foto; e purtroppo la nostra protesta ha sortito pochi effetti...
Avremo solo il ricordo della settimana più bella in assoluto. Proprio quando stai per andare via diventi protagonista e lasci uno dei ricordi più belli possibili. Queste sono soddisfazioni!
Un pensiero particolare e speciale va a 14 persone davvero fantastiche, con le quali ho condiviso un'intera settimana, intere giornate, dalle 8 a mezzanotte a volte.
Ma come ha detto Giorgio jr. "Siamo nati e morti con l'autogestione"...tuttavia il rapporto creatosi in questa settimana di intenso lavoro è una delle cose più belle che questa esperienza ci ha lasciato.